Il generale bizantino Giorgio Maniace, entrato a Siracusa alla testa delle sue truppe nel 1038. Saputo il luogo di sepoltura del corpo di S. Lucia pensò di trasportarlo a Costantinopoli per farne omaggio all'imperatrice Teodora. Con la caduta di Costantinopoli ad opera dei Crociati, nel 1204, il Doge Enrico Dandolo fece traslare il corpo della Santa a Venezia dove attualmente è custodito nella Chiesa di S. Geremia.
Durante i secoli Siracusa è venuta in possesso solo di alcune reliquie. Il gesuita P. Bartolomeo Petracci donò al Senato di Siracusa la reliquia consistente in tre frammenti di costole che ora è racchiusa in una teca d'oro posta nel petto del simulacro di S. Lucia.
Il servo di Dio P. Innocenzo Marcinò, guardiano e provinciale dei Cappuccini di Siracusa divenuto in seguito Ministro Generale dell'Ordine, riuscì a procurare a Mons. Capobianco, Vescovo di Siracusa, due altre reliquie consistenti in due frammenti di un braccio. Queste reliquie sono racchiuse in un pregevole reliquiario fatto eseguire dall'Arcivescovo Carabelli nel 1931 in occasione della seconda settimana per l’Oriente Cristiano.
Il reliquiario consta di due parti, una inferiore che funge da base con coppie di colonnine che incorniciano le immagini a smalto dei Santi Pietro, Paolo, Matteo e Giovanni racchiuse in nicchie sormontate da archetti a sesto acuto, cui si frappongono decorazioni a rilievo a forma di vasetti. La parte sommitale della base ha forma di cupola con segmenti decorativi incisi, al di sopra della quale è il nodo del reliquiario di forma vascolare su cui sono adagiati due putti alati a tutto tondo, d’argento. La parte superiore si innesta al nodo e si presenta in modo più elaborato e ricca di decorazioni. Nella teca dalla forma ovale sono collocati i frammenti ossei, circondati da una grande raggiera artisticamente lavorata a volute e raggi ondulati. Intorno alla teca si ha una decorazione in oro con motivi floreali a i cui lati fanno capolino due testine alate di putti. In cima alla raggiera spicca una statuetta argentea della Patrona con corona in testa e la torre nella mano destra, simbolo della città.
Nel Duomo di Siracusa sono esposti, in apposite teche, il velo, la veste e le scarpette che furono tolti al corpo di S. Lucia in occasione della traslazione a Costantinopoli. Il velo, di seta finissima bianca, è listato da strisce color zafferano; la veste, a forma di tunica lunga e stretta alle spalle e molto ampia in basso, è di seta finissima color porpora, arabescata con foglie e fiori del medesimo colore; le calzature sono di pelle sottile, foderate di raso rosso e con stringhe di cuoio.
La reliquia dell’omero venne donata dal Cardinale Marco Cé all’Arcivescovo Mons. Lauricella il 13 dicembre 1988 e si può venerare entro una nicchia al centro dell’altare della Cappella di S. Lucia in Cattedrale. E’ custodita all’interno di un’urna rettangolare d’argento e cristallo rivestita all’interno di damasco rosso, con coperchio tronco piramidale e sulla cui sommità è collocata una statuina dell’Immacolata. L’urna poggia su quattro piedi leonini con trafori argentei sui quattro lati in modo che sia visibile la reliquia. Decorazioni floreali si estendono lungo il perimetro argenteo dell’urna e del coperchio mentre, agli angoli sono invece poste delle cariatidi nude che coprono seni e pube con le braccia. Sul coperchio sono presenti anche piccole merlature argentee e decorazioni a sbalzo.
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